LA STORIA – IL COCORICO

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Una struttura a piramide, che segue l’idea dell’ascensione mistica e pareti trasparenti, che richiamano una visione d’infinito. Il Cocoricò è e non è mai come sembra ed è più di come lo ricordi: l’evoluzione è la sua caratteristica peculiare. Cocoricò: un nome, un simbolo. Il primo locale di massa che fa tendenza. Qualunque fotografia, per quanto istantanea, è già il suo passato.
È l’ambiente dell’infinito presente, così veloce nell’evolvere, che chiunque lo copi, non potrà mai catturarne l’essenza. Un locale diventato icona di se stesso. Ogni sei mesi si trasforma completamente, venendo ridisegnato attraverso gli allestimenti e le scenografie di Alessandra Brunelli e Mirco Guidi che dal 1994 propongono la loro ricerca artistica ad un pubblico che non è quello abituale dell’arte. L’immagine grafica, curata, si esprime con uno stile forte, colto e moderno.
I deliranti “input” stilistici di ogni stagione provenienti da artistici incubi notturni, da grandi intuizioni e fulcro-calamita d’altrui cervelli. Le performances, creano quelle atmosfere oniriche e inquietanti che hanno nel tempo caratterizzato e ben rappresentato lo stile del Cocoricò.

La PIRAMIDE ospita ogni primo sabato del mese Magnificat Nox con Ralf (uno degli artefici di una nuova filosofia del suono – new house – nei sabati successivi i djs Claudio di Rocco, Federica Baby Doll, Alex Neri, e numerose guest di fama internazionale.

sono stati ospiti: Carl Cox, Sven Väth, Talla 2LC, Sasha (London), John Digweed (Bedrock, London), Tomcraft (Kosmo, Munchen), Luke Slater (Novamute, London), Dj Rush (Knee Deep, Chicago/Berlin), Paul Van Dyk (Positiva- records, Berlin), Thomas Scumacher (Spielzeug/Confused Rec. /Bush, Bremen), Timo Maas (Perfecto, Hamburg), Umek (Recycled Loops/ Consumer Recreation, Ljubljana) Inoltre si svolgono le feste più fashion con le collaborazioni de Les Folies de Pigalle, Doc Show, Diabolika, Cocoon e gli eventi Memorabilia.

Il TITILLA: privée esclusivo con la migliore house, dove hanno suonato i migliori djs di fama internazionale sia italiani che esteri: Alex Neri (Planet Funk), Francesco Farfa e Stefano Fontana Aka Stylophonic, Lorenzo Lsp, Chris Fortier (fade/bedrock, New York), Francois K (body And Soul, New York), Kenny Carpenter (studio54, New York), James Holden (silver Planet, London), Clive Henry From Peace Division (nrk, London), Dj Cosmo (the Loft, New York), Robert (escape, Amsterdam), Rob Mello (classicRec., London) Tania Vulcano, Tasty Tim (London), Paul Trouble Anderson (Capitol Records). Evoluto privée con guest e spettacoli unici, degni del Cocoricò, tra i resident Dyno (Mantra Vibes), Margot live e tanti altri ancora

Nel 1994 nasce MORPHINE, ambient room con particolare attenzione alla ricerca musicale e alla sperimentazione di generi. Mirabili le selezioni musicali di David Lovecalò, sulle cui onde si inserisce Nico Note alias Nicoletta Magalotti, curatrice dello spazio e abile performer vocale. Ospita dj guest italiani tra i quali: Fabio de Luca (weekendance radio2rai) ed internazionali quali Liam and Luke May i Medicine8 e Howie B. Art room, umorale e fluxus Morphine ospita oggi una “one night happening”(appuntamentomensile), abbracciando i suoi ospiti con ambienti cool e discreti. Ospiti unici ed eccellenti hanno transitato negli anni al Morphine come: Mix Master Morris, Arto Lindsay, Blaine Reiniger, Aphex Twin, Hector Zazou, Krisma, Enrico Ghezzi, Asia Argento, Morgan, Roberto Cacciapaglia, Mario Sgalambro, Roger Eno e altri.

CIAO SEX è il nome del piccolo spazio per chi non si prende molto sul serio; legato all’effimero e all’ironia gay.

STRIX, il nuovo spazio super esclusivo, si trova nel bagno delle signore. L’accesso è consentito a tutte le donne vere o apparenti, a volte anche agli uomini se raccomandati. Isabella Santacroce e altri amici, in veste di improbabili dj, hanno rappresentato ciò che sono, quello che ascoltano. Il risultato è sconvolgente, sempre diverso.

Nel 2002, sotto la guida di Ivan Vandi, ha genesi il primo vero sito w

eb del Cocorico. Caratterizzato da una grafica inquietante, fuori dagli schemi e lontano dal “già noto”. Una scultura dell’insolito con la funzione di interfacciare in maniera efficace, il bagaglio emozionale, storico e assolutamente unico del locale, con le esigenze dettate da un nuovo sistema di comunicazione; internet. Fin dalla presentazione ufficiale del sito, si è assistito ad una partecipazione ed un interesse senza precedenti. Svariate migliaia di utenti registrati in pochi mesi, in un crescendo che ha spinto Ivan a realizzare nel 2003 una nuova veste ed una differente architettura web, dimensionata e organizzata per ospitare e gestire in maniera efficace, la community che la proiezione del Cocoricò sulla rete ha immancabilmente attirato. Un concetto, una filosofia del divertimento del tutto particolare e per certi versi ambigua, che si amplia parallelamente ai mezzi di comunicazione, confermando ancora una volta anche in rete, la totale unicità del locale. Il marchio del Cocoricò compare su compilation musicali, gadget d’ogni genere. Il Cocoricò ha una sua linea d’abbigliamento, un merchandise distribuito, in molti negozi trendy e fashion di tutta Italia.

Essere Storia.

Lo scorrere del tempo è un fattore relativo. Molto relativo. 1989: volendo, sono tanti gli anni passati dalla nascita del Cocoricò. Così tanti che uno potrebbe anche perdersi nella tentazione di parlare di “club storico”, “luogo che ha fotografato il divertimento di generazioni”, cose così. Rassicuranti. Autorevoli. Ecco – il Cocoricò non è rassicurante. E la sua autorevolezza nasce ed esiste non certo grazie a qualche press release ben scritta o grazie a furbe reti di pubbliche relazioni, ma arriva dalle sensazioni e dalle intensità di ogni singola persona che possa averne varcato l’ingresso di qui ad oggi. Questa, ora ancora più di prima, è l’unica autorevolezza che interessa.
Non puoi barare, quando è così. E non vuoi barare. Anche perché, in fondo, non devi barare: chiunque almeno una volta si sia ritrovato ad aggirarsi per i corridoi tra una sala e l’altra, chiunque sia stato accolto dal calore del Titilla, chiunque si sia arreso alla grandiosità della Piramide difficilmente è tornato a casa pensando “Ok, ho passato una serata normale in un posto qualsiasi”. Non è una serata normale quando l’alba comincia a farsi strada tra le grandiose vetrate, illuminando migliaia di occhi, mani, facce, storie ancora sul dancefloor. Non è una serata normale quando esci, sfinito, e con le coordinate spazio-temporali dentro di te ancora sottosopra ti ritrovi a dominare con lo sguardo l’infinito del mare, dall’alto dei colli sopra Riccione, sfidando la forza della gravità che vorrebbe portarti a valle.
Puoi anche divertirti molto, a passare una “serata normale in un posto qualsiasi”, sia chiaro. Fallo. Fai bene. Ma quando entri al Cocoricò sai che ti prendi la responsabilità (e la gioia, e il brivido) di dover assaporare una notte di intensità rara. Sai che la Piramide è un’astronave che decolla, è una fabbrica magica di empatie. Sai che chi è passato in console lì o nelle altre sale ha fatto la storia e, soprattutto, è lì perché sta facendo il presente e sta immaginando il futuro (cosa ancora più vera con la stagione invernale 2011, dove viene spezzata la consuetudine dei tanti-dj-in-una-sera-per-sala e vengono invece assegnate le chiavi delle emozioni e dei bpm a un unico artista ospite: anche qui, anche per lui, responsabilità).
I superclub europei e mondiali, e il Cocoricò è uno di essi, basano il proprio carisma sulla capacità di saper giocare oltre le regole creandone di nuove – regole che però sono valide ed efficaci solo per se stessi. Non ci si pone in competizione. Non ce n’è bisogno. Lo fanno altri. Se copiano la voglia continua di sorprendere e spiazzare che ha sempre attraversato la storia del Cocoricò a partire dai primi anni ’90, benissimo: la copiassero bene, azzardassero anche loro cose assurde come certi esperimenti sonori al Morphine, certe contaminazioni estreme col teatro d’avanguardia, certi inquietanti claim scritti sulle pareti a caratteri cubitali capaci di scavare nel subconscio. Se copiano la cura maniacale nell’offrire un’esperienza del suono davvero totale per qualità come quella in Piramide, ottimo: in Italia soprattutto ce n’è bisogno, con troppi posti che pensano prima di tutto a pagare pr, baristi, persone-immagine, stucchi e arazzi, e se l’impianto non è granché beh pazienza. Se copiano la capacità di creare un’immaginario (al punto che basta un simbolo, e tutti sanno, tutti capiscono), perfetto: siamo tutti contenti se in giro diventano di più i posti con una personalità forte, fortissima dove andare.
I Daft Punk cacciati dalla console. Aphex Twin ospite da mezzo sconosciuto. Memorabilia. Il Principe Maurice e il suo sguardo vitreo ma sorridente puntato al cuore. Ricci, R.I.P. sempre. Arto Lindsay in un set di chitarra noise. Carl Cox. Richie Hawtin. Loris Riccardi. La console nel bagno delle donne. Isabella Santacroce che dispensa magie allucinate. Ricardo Villalobos. Luciano. Skrillex. Cori di monaci tibetani. Le serate trionfali. Le serate meno riuscite. Le serate che non ricordi più nulla (e accidenti quanto sei contento di non ricordare più nulla). Le serate che ti sei perso. Le serate che ti sei trovato. Le serate che ti hanno cambiato la vita, anche se non ti interessava chi stava suonando. Le serate in cui invece sei venuto solo per sentire “quel” dj, e lui non ti ha tradito. Carl Craig, Laurent Garnier. Bloody Beetroots, Erol Alkan. Adam Beyer, Chris Liebing. La notte più scura, l’alba. Fotogrammi di memoria come schegge, ce ne sono a migliaia. Dal 1989. Volendo è storia, sì. Diversa da quella di club a Berlino, a Londra, a Ibiza, a New York. Diversa. Unica.

 

La piramide del Cocoricò è infatti la prima discoteca d’Italia e al ventisettesimo posto nella classifica mondiale, stando alle rilevazioni DJMAG. De Meis gestisce da molti anni il locale, con Marco Palazzi, figlio di Bruno, ideatore e fondatore del Cocoricò, che inaugurò nel 1989.

De Meis Proprietario aggiunge in merito alla discoteca di Riccione: “I motivi per cui si viene al Cocoricò trascendono dalle normali logiche della passione per la musica. Il Cocoricò ha una sua anima, una sua identità, certamente innovativa, nel senso che ti stacca dal contesto ordinario e ti trasporta in un luogo senza tempo dove esiste uno spazio infinito per il divertimento e l’ottimismo”, e conclude affermando che il “divertimento è un diritto che dobbiamo poter garantire nelle sue modalità più giuste, senza criminalizzare o penalizzare ciecamente e sordamente”.

 


Cocorico
viale chieti 44

Riccione

Rimini

47848

Italia

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